Al Teatro del Giglio "La Rondine" e "Manon Lescaut"
(28/01/2008)
Il Teatro del Giglio celebra i centocinquanta anni dalla nascita di Giacomo Puccini con due tra le più affascinanti opere della produzione del Maestro lucchese: “La Rondine”, in scena venerdì 19 settembre alle 20.30 e domenica 21 alle 16 e “Manon Lescaut” venerdì 21 e sabato 22 novembre alle 20.30 e domenica 23 alle 16.
Titolo poco frequente nei cartelloni dei teatri italiani ed esteri (l’ultima rappresentazione al Teatro del Giglio risale al 1997), “La rondine”, commedia lirica in tre atti su libretto di Alfred Maria Willner, Heinrich Reichert e Giuseppe Adami, è stata rappresentata per la prima volta il 27 marzo 1917 all’Opéra di Montecarlo. Il nuovo allestimento del Teatro del Giglio vedrà la direzione di Giuliano Carella, una delle più grandi bacchette pucciniane che abbiamo la fortuna di avere in Italia. “Manon Lescaut”, invece, è un dramma lirico in quattro atti su libretto di autore anonimo e fu l’opera che catapultò Puccini in una posizione preminente rispetto a tutti gli altri giovani compositori italiani, facendone l’erede diretto di Giuseppe Verdi.
La prima rappresentazione avvenne a Torino, al Teatro Regio, il 1° febbraio del 1893 e il compositore venne chiamato alla ribalta 25 volte durante la recita e 30 alla fine. Il Teatro del Giglio ha messo in scena “Manon” nel 2005 in un allestimento diretto da Reynald Giovaninetti. Nell’anno dedicato al grande Maestro lucchese, invece, la direzione è stata affidata a Elio Boncompagni.
Le celebrazioni pucciniane, comunque, hanno caratterizzato tutta la programmazione del teatro lucchese dell’ultimo anno. A novembre 2007, infatti, è stato messo in scena “Il Trittico”, una produzione nata da un progetto sviluppato con il Teatro Comunale di Modena e coprodotta dai teatri di Pisa, Liverno, Bolzano e Ravenna.
Il Trittico, ovvero i tre atti unici di Puccini ordinati dal compositore sotto questo titolo, debuttò il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York ed entrò a tutti gli effetti fra i capolavori del repertorio lirico. I tre episodi dell’opera sono profondamente diversi l’uno dall’altro: un fosco delitto passionale sulle rive della Senna (Il tabarro), la colpa e la disperazione di una suora in un convento di clausura (Suor Angelica), la comicità irresistibile di una truffa nella Firenze medioevale (Gianni Schicchi).
In ragione della sua natura eterogenea, sia dal punto di vista drammatico che scenico e musicale, il Trittico è raramente rappresentato per intero. Anche al Teatro del Giglio le rappresentazioni dei tre Atti unici si contano sulle dita di una mano. La prima rappresentazione risale al 1932; la messa in scena fu opera di Giovacchino Forzano, librettista di Suor Angelica e Gianni Schicchi. Fu ancora Giovacchino Forzano a firmare la regia della seconda rappresentazione lucchese del Trittico, nella Stagione d'Autunno del 1949, allestimento proposto in occasione del 25° anniversario della morte di Giacomo Puccini. La direzione d'orchestra quell'anno fu affidata all'allora quarantenne Gianandrea Gavazzeni. L’ultima rappresentazione risale al 1981; direttore Napoleone Annovazzi, regia e scene di Dario Micheli.
La rappresentazione che ha dato il via alle Celebrazioni Pucciniane ha visto alla regia Cristina Pezzoli, artista affermatasi particolarmente nel teatro di prosa ma che vanta importanti collaborazioni in ambito lirico; la direzione d’orchestra è stata di Aldo Sisillo, le scene sono di Giacomo Andrico, i costumi di Gianluca Falaschi. Orchestra e Coro per la Lirica Toscana. Interpreti principali sono stati: Amarilli Nizza, Devid Cecconi, Annamaria Chiuri, Rubens Pellizzari. E se “Il Trittico” è una delle opere che nella sua interezza è tra le più rare, non così “La Bohème” che, per contro, è uno dei titoli più rappresentati e maggiormente amati al mondo. L’allestimento portato in scena a nei giorni scorsi al Teatro del Giglio – grazie anche alla coproduzione con altri Teatri italiani, tra cui Bolzano, Pisa, Livorno e Ravenna – ha visto la direzione di Marzio Conti, la regia di Aldo Tarabella e le scene e i costumi di Luca Antonucci. Nel cast figuravano: Serena Farnocchia e Hye Won Nam che hanno interpretato Mimì (la prima nella recita del 5 e la seconda in quella del 7), Salvatore Cordella Rodolfo in tutte e due le recite, Rosanna Savoia e Maura Menghini (rispettivamente Musetta il 5 e il 7), Mario Cassi e Giuseppe Altomare nel ruolo di Marcello l’uno il 5 e l’altro il 7, Alessandro Battiato (Schaunard), Paolo Pecchioli e Stefano Rinaldi Milani (Colline il 5 e il 7), Antonio Pannunzio (Parpignol e Benoît), Alessandro Calamai (Alcindoro) e Massimiliano Galli (Il sergente dei doganieri). Orchestra e Coro per la Lirica Toscana; il Coro è stato diretto da Marco Bargagna; Coro delle Voci Bianche della Cappella Santa Cecilia diretto da Sara Matteucci.
























